Alessandro Baù e Nicola Tondini hanno concluso la loro epica impresa sulla parete Nord-Ovest del Civetta, realizzando la prima salita in libera della "Pilastro Renato", una via impegnativa di 670 metri classificata IX+. L'impresa, che ha richiesto tre estati di sforzi e determinazione, è stata dedicata alla memoria di Renato De Zordo, figura storica del Rifugio Coldai. Questo successo rappresenta la culminazione di un progetto ambizioso, iniziato con una visione nel 2009 e concretizzatosi attraverso anni di preparazione e tentativi, affrontando difficoltà tecniche e condizioni meteorologiche avverse. La scalata finale, avvenuta nel luglio 2026, ha visto i due alpinisti superare passaggi cruciali, consolidando il loro nome nella storia dell'alpinismo dolomitico.
La storia di "Pilastro Renato" è un racconto di persistenza, dedizione e omaggio. Iniziata con un'idea audace, ha attraversato diverse fasi di esplorazione e apertura, culminando nella salita in libera che ha richiesto il massimo impegno fisico e mentale. I momenti chiave, come la scoperta dell'itinerario nel 2023, i primi tentativi di apertura nel 2024 e 2025, e infine il trionfo nel 2026, evidenziano la profondità del legame tra gli alpinisti e la montagna. La dedica a Renato De Zordo aggiunge un significato profondo all'impresa, trasformandola in un tributo alla comunità alpina e alla sua eredità.
L'Origine e lo Sviluppo di "Pilastro Renato"
L'idea per la "Pilastro Renato" ha preso forma nel 2009, quando Baù e Tondini individuarono una sezione della parete Nord-Ovest del Civetta, ma la complessità del percorso li spinse a posticipare il progetto. Solo nel 2023, un'illuminazione portò Tondini a rivedere l'itinerario come possibile senza l'uso di spit, un'intuizione poi confermata da Baù. I primi tentativi di apertura iniziarono nel luglio 2024, con gli alpinisti che progredirono tiro dopo tiro, superando ostacoli e imparando dai loro limiti. La loro determinazione fu messa alla prova da difficoltà tecniche e dalla necessità di proteggersi adeguatamente, spesso fermandosi per carenza di materiali o per le condizioni meteorologiche sfavorevoli. Nonostante gli incidenti, come un volo di dieci metri, la coppia non si è mai arresa.
Nel luglio 2025, con l'aggiunta di Alessandro Beber, il team riprese l'ascensione, affrontando un tiro particolarmente impegnativo che richiese l'uso di artificiale dopo una caduta. Un temporale interruppe nuovamente i loro progressi, ma non la loro volontà. Tornando in parete senza Beber, completarono l'apertura degli ultimi cinque tiri, raggiungendo la cima. Fu in quel momento che appresero della scomparsa di Renato De Zordo, storico custode del Rifugio Coldai. Questa notizia consolidò la loro decisione di dedicare la via alla sua memoria, unendo il traguardo alpinistico a un profondo gesto di omaggio. L'apertura della via era completata, ma restava la sfida della salita in libera, il cui raggiungimento avrebbe consacrato definitivamente l'impresa.
La Conquista Finale: La Prima Salita in Libera
La fase decisiva per la prima salita in libera di "Pilastro Renato" è iniziata il 22 luglio 2026. Baù e Tondini, partiti all'alba dal Rifugio Tissi, hanno affrontato la parete con una roccia asciutta e un'aderenza ottimale, condizioni ideali per l'impresa. I primi sette tiri, classificati fino al VI+, sono stati superati senza problemi, ma dall'ottavo tiro, una fessura di VIII- da proteggere integralmente con friend, la difficoltà è aumentata significativamente. Il nono tiro, un passaggio chiave di IX+ con run-out esposti, ha richiesto la massima concentrazione. Tondini ha superato questo tratto al primo tentativo, mentre Baù ha risolto un volo nel decimo tiro (VIII+) al secondo tentativo, dimostrando grande resilienza e tecnica.
L'undicesimo tiro (IX), caratterizzato da un diedro e una fessura compatta, è stato superato da Baù al primo tentativo, con Tondini a seguirlo. La notte è stata trascorsa in portaledge, e la fredda mattina del 23 luglio ha visto gli alpinisti concentrarsi sul dodicesimo tiro (IX+), uno dei più impegnativi della via. Tondini ha sorprendentemente chiuso il tiro al primo colpo, lasciando Baù con la pressione di replicare l'impresa. Dopo la rottura di un appiglio, Baù ha firmato la libera al secondo giro, superando il momento più critico. Con il peggio alle spalle, i restanti quattro tiri sono stati scalati con decisione ed emozione, culminando nella cima e nella storica prima salita in libera di "Pilastro Renato", un'impresa che resterà negli annali dell'alpinismo dolomitico.

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