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Montagna e Overtourism: L'Equilibrio Tra Amore per la Natura e Sostenibilità

2026-07-27 05:39

L'immagine della montagna come santuario di quiete, disteso e lontano dal trambusto cittadino, sta svanendo. Quella che una volta era la meta estiva per eccellenza per chi cercava rifugio e serenità, si è trasformata, in molte delle sue località alpine e appenniniche, in un epicentro di stress. Questo incremento esponenziale di visitatori, concentrato in poche settimane, è un fenomeno noto come “overtourism”. Esso colpisce in particolare quelle località che, grazie alla risonanza mediatica sul web, sono diventate improvvisamente virali per la loro bellezza.

La trasformazione di un fragile specchio d'acqua, una vetta o un rifugio in una destinazione imperdibile è spesso il risultato di un semplice video su TikTok o di una foto su Instagram. Tuttavia, al di là dell'attrattiva visiva, questa concentrazione di persone esercita una pressione insostenibile sia sull'ambiente naturale che sulle comunità locali. Un altro aspetto cruciale riguarda l'esperienza stessa del turista, che si trova ad affrontare file e assembramenti, snaturando così l'originaria idea di fuga rigenerante associata alla montagna. Ci si interroga sulle radici di questa crescente fascinazione per gli ambienti montani e su come si possa evitare che un sano desiderio di contatto con la natura si trasformi in un circolo vizioso di sovraffollamento. Giuseppe Carrus, professore di Psicologia Ambientale e Sociale all'Università Roma Tre, offre spunti di riflessione su questi temi, sottolineando come la psicologia ambientale studi l'interazione bidirezionale tra individui e ambiente, inclusi gli impatti che i nostri comportamenti hanno sugli ecosistemi.

Secondo il Professor Carrus, gli esseri umani sono naturalmente attratti dagli ambienti naturali, un concetto noto come biofilia. Questa attrazione, seppur inconsapevole e quasi innata, si è attenuata nel tempo a causa dello stile di vita urbano, ma sta ora riemergendo con forza. La montagna, in questo contesto, rappresenta una delle manifestazioni più significative di questa ricerca di contatto con la natura. Sebbene il crescente interesse per la montagna sia positivo, poiché favorisce il benessere psicofisico, l'overtourism rischia di compromettere questa esperienza. L'affollamento, infatti, è una fonte di stress ambientale che può annullare i benefici della montagna. È fondamentale trovare un equilibrio tra l'accessibilità democratica a questi luoghi e la salvaguardia degli ecosistemi e dello spirito dei luoghi. Tra le soluzioni proposte vi sono la promozione di località meno conosciute, l'educazione a una fruizione più consapevole e l'adozione di comportamenti sostenibili. L'esempio positivo, come quello di chi porta a valle i propri rifiuti, può influenzare il comportamento degli altri, creando un circolo virtuoso.

In conclusione, è cruciale adottare strategie che non solo mitighino l'impatto del turismo di massa, ma che anche promuovano un'autentica riconnessione con la natura. Sebbene l'introduzione di misure restrittive, come i tornelli, possa essere necessaria in situazioni estreme, l'educazione e la sensibilizzazione rappresentano la via più efficace per garantire una fruizione sostenibile e rispettosa della montagna a lungo termine. La pazienza è una virtù indispensabile in questo processo di cambiamento dei comportamenti umani, ma la fiducia nelle amministrazioni locali e negli enti è alta, affinché possano trovare soluzioni innovative e durature per preservare la bellezza e l'integrità dei nostri paesaggi montani per le generazioni future.